Esploratori, pionieri: non guardiani.

di Carlo RIDOLFI

E’ stato presentato ieri il Master 2023 Saperi in Transizione. https://www.tiltransition.eu/master-saperi-in-transizione/

Alla domanda “Quali profili professionali servono per la transizione eco-sociale?” ho provato a dare questa risposta.

Nello spazio educativo abbiamo bisogno, io credo, di donne e uomini che stiano sulle frontiere, non per presidiarle come confini invalicabili, ma per favorire il transito:

a) tra le discipline, per metterle in comunicazione e dialogo, e anche tra le modalità di insegnamento di una stessa disciplina. Per esempio: in una scuola in cui ormai la normalità è di classi formate da ragazze e ragazzi che arrivano da una pluralità di provenienze geografiche, culturali, etniche e religiose, che senso ha mantenere gli steccati dello studio della storia o della letteratura solamente nazionali? E’ fondamentale che sia favorita la conoscenza di Dante o di Leopardi o di Manzoni e quella dell’Impero Romano o del Rinascimento o del Risorgimento, ma ciò non dovrebbe impedire che si parli anche di Tolstoj, di Zong Acheng o di Chinua Achebe e che si racconti la storia del colonialismo e della decolonizzazione, tanto per fare solo qualche rapido esempio;

b) dalla forma scolastica canonica (quella che conosciamo tutti e che continuiamo a criticare, non spostandosi quasi mai da essa: la lezione frontale, la competizione, la valutazione solo numerica etc.) alla pedagogia popolare come pratica dell’educazione attiva (che risale, almeno – ma potremmo andare anche molto più indietro – a centro e oltre anni fa, se ci riferiamo al primo congresso mondiale della Ligue pour l’Education Nouvelle di Calais nel 1921);

c) per favorire incontri e reciproca permeabilità tra i diversi momenti e ambienti del flusso educativo, che possono essere distinti per le loro specificità (famiglia; scuola; gruppi strutturati o informali; media etc.), ma non possono essere separati, essendo l’esperienza educativa un continuum.

In un sistema di formazione continua – garantito dall’offerta pubblica con i necessari e doverosi finanziamenti – abbiamo bisogno di trasportatori e trasportatrici di saperi. Traduttori e traduttrici. Esploratori, pionieri, non guardiani di un fortilizio assediato. Per tratteggiare queste figure con due esempi letterari, ci servono Pollicini e Pollicine, lanciatori e lanciatrici di sassolini bianchi che riflettano la luce della luna (le briciole di pane le mangerebbero gli uccellini), per indicarci la strada che ci riporta ai padri e alle madri che ci hanno cresciuto, da Ipazia d’Alessandria a Thomas More, da Jean-Jacques Rousseau a Olympe de Gouges, da Pestalozzi alle sorelle Agazzi, da Maria Montessori a Mario Lodi, Gianni Rodari, Lorenzo Milani e molte altre e molti altri. E ci servono piloti di zattere, come quella che accompagna il viaggio di Huckleberry Finn e Jim lungo il Mississipi, che traducano persone e idee e traghettino saperi e pratiche verso altre sponde di possibile vita comune.

Qui il link per il crowdfunding del master: https://www.produzionidalbasso.com/project/saperi-in-transizione-borse-di-studio-per-il-primo-master-supportato-dalla-comunita/

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